Playoff atto primo: sfida nella sfida, superarsi!

https://www.serieci.it/wp-content/uploads/2017/06/FINALS.pnghttps://www.serieci.it/wp-content/uploads/2017/06/FINALS.pngPlayoff atto primo: sfida nella sfida, superarsi!

I playoff Lega Pro sono una seconda possibilità, una seconda chance per vincere la sfida nella sfida di superarsi dopo aver già dato il meglio per un lungo campionato. Alla zavorra della prima calura estiva si aggiunge quella mentale. La paura di vincere o il timore di buttare via tutto in 90 minuti. Chidetelo al Padova per esempio.

In veneto si giocava la gara secca contro l’Albinoleffe. Ben 14 punti di vantaggio erano il margine con cui i patavini di Oscar Brevi avevano chiusa la regular season nei confronti dei bergamaschi. In palio c’era una gita a Lucca prossimamente, e la Versilia si sa, è una zona che tira…Ma come ha tirato di tacco al volo Carmine Giorgione su un cross dalla destra! 0-1 firmato da lui che militò proprio a Padova nell’under 19. Raddoppia il giovane Mario Ravasio(classe 1998) appoggiando una respinta del portiere Bindi su tiro del solito Giorgione. A una ventina di minuti dal termine Matteo Mandorlini accorcia 1-2 per i veneti di testa su cross di Emerson, ma sempre Giorgione in giornata di grazia nel tempo di recupero mette una palla in profondità ad Antonio Montella che aggira Giacomo Bindi e si fa stendere. Game, set and match! Amarcord Padova, un tempo ci si sarebbe potuti aggrappare ai due abbracciati qui di seguito…

Del Piero - Di Livio

Del Piero – Di Livio

La Lucchese dal suo canto non poteva esimersi dal compito. Se la sorpresa fosse venuta da Padova, anche lei di scena ad Arezzo non poteva essere da meno. Pochi minuti e @DavideMoscardelliMoscaGol colpisce subito su cross di Kevin Yamga. 1-0 illusorio perchè la squadra di Giovanni Lopez è viva e attenta ad approfittare di ogni evenienza. Come quella tragica creata dalla difesa amaranto che in fase d’impostazione nella propria trequarti, perde palla e Mirko Bruccini con un missile da fuori area raggiunge il pari 1-1. Si imposta dal portiere palla a terra se si hanno piedi buoni e geometrie collaudate. La “Guardiolite” è un virus pericoloso e ad Arezzo se ne sono accorti sulla loro pelle. Il definitivo vantaggio lucchese arriva dai piedi di Gianmarco DeFeo che da destra converge e col sinistro mette una bomboniera in area avversaria, Luca Cecchini arriva di gran corsa e stringendo verso il centro dalla fascia opposta supera con la freccia Sergio Sabatino e col sinistro fa 1-2.

La Juve Stabia doveva vedersela con la squadra, a mio parere, che meno meritava di partecipare ai playoff per quanto dimostrato in nove mesi di campionato. Lo 0-0 finale porta di diritto, secondo il regolamento, la squadra di Guido Carboni al turno succcessivo contro la Reggiana.

Reggiana che al Mapei stadium ospitava la Feralpi Salò. Le scintille si sono viste dall’inizio. 0-1 di Andrea Ferretti che riesce a correggere al volo di tacco un corner. Immediato pari 1-1 di Andrea Bovo con un piazzato di destro da fuori area. Ancora Ferretti 1-2 che di sinistro su punizione mette le palla sul palo del portiere Simone Perilli colpevole di non averlo coperto. Due gol in stagione e due nei playoff per l’attaccante di Montecchio Emilia. La vena positiva poteva toccare anche Andrea Settembrini per la squadra ben condotta da Michele Serena, ma due suoi tentativi di realizzare il 1-3 sono stati respinti sulla linea di porta da Genevier e Trevisan. A poco dal traguardo però si eleva l’esperienza di uno come Massimiliano Carlini. Sotto 1-2 in casa, pubblico in ansia, palla che pesa, lui col piede opposto da sinistra incrocia sul lato in cui Caglioni non può arrivare. 2-2, ma la squadra di Menichini non è così squadra da chiuderla. Così capita che Luque al minuto 92 ha sul piede la palla del gol del vantaggio qualificazione, ma colpisce il palo. Si spengono le luci, passa la Reggiana. Applausi alla Feralpi Salò sfortunata e sprecona.

A Francavilla la Virtus ospitava il Fondi. Alla fine per l’Uinicusano non basta la prova positiva di Elio Calderini e Filippo Tiscione, nemmeno le lamentele di mister Pochesci sulla qualità del terreno di gioco smuovono lo 0-0. Gli appigli sono pur sempre appigli. In puglia festeggiano per il terzo anno consecutivo. Il premio sarà il Livorno.

I labronici contro il Renate trovano il vantaggio grazie ad una uscita in “presa per niente” alta del portiere Matteo Cincilla su calcio d’angolo, che lascia così la possibilià a Piergiuseppe Maritato di mettere dentro l’1-0. Pareggio di Aiman Napoli che al limite dell’area dialoga stretto con Damien Florian e aggira la linea difensiva concludendo a rete per l’1-1. Evidentemente l’esultanza polemica di corsa sotto la curva livornese è dovuta ai suoi trascorsi pisani. La squadra della città di Meda non demerita ma non fa nulla per portare a casa il bottino pieno. Martino Borghese con una zuccata su punizione laterale fissa il 2-1 finale.

La Giana Erminio dopo un campionato molto positivo ospitava la Viterbese partendo favorita. Jefferson dopo un minuto dall’inizio ruba palla a Simone Perico al limite della sua area e insacca il vantaggio degli ospiti 0-1. Passa poco più di un minuto e da un cross laterale Daniele Celiento fa autogol con una sfortunata deviazione sotto la curva dei suoi tifosi. Si prospetta ad una valanga di gol, e invece i due portieri si mettono in vetrina esibendosi su tiri molto difficili scoccati da Samuele Neglia(Sergio Viotti super per la Giana), Matteo Marotta e Salvatore Bruno(Anthony Iannarilli super come al solito per i gialloblu). Al minuto 56 su assist di Okyere Gullit Asante, Riccardo Chiarello col sinistro in diagonale porta la squadra di Cesare Albè avanti 2-1. Come nel caso precedente il pareggio arriva dopo un solo minuto. Emilio Dierna di testa su cross di Neglia fa 2-2 poi Alex Pinardi calcia sul palo un rigore e il match si chiude.

I lombardi se la vedranno contro il Pordenone, che in Fiuli ospitava il Bassano a cui bruciava ancora il 6-0 subito l’ultima volta al Bottecchia. Francesco Grandolfo ci provava subito ma era la traversa a negargli la gioia del gol. Intuito il pericolo i neroverdi locali prendevano in mano le redini del gioco e al minuto 19 capitan Mirko Stefani piazzava una staffilata su punizione per l’1-0. Il 2-0 arrivava poi a venti minuti dalla fine quando sempre lo stesso Stefani in transizione palla al piede dalla sua metà campo, otteneva un triangolo che chiuedeva con successo in scivolata.

A Piacenza arrivava il Como, una delle squadre più in forma dell’ultimo periodo. In palio c’era il Parma. Dopo il gol lariano annullato ad Alessio Cristiani per un colpo di mano, Anthony Taugourdeau realizzava facilmente il vantaggio della squadra di Arnaldo Franzini. L’allenatore ospite Fabio Gallo viste le difficoltà inseriva Giuseppe Le Noci che con il suo bagaglio di talento ed esperienza riusciva subito a dare pericolosità alle azioni d’attacco. Come un defibrillatore, la scarica di corrente elettrica portava all’assist per il gol del pareggio di Matteo Chinellato. Ci prova fino alla fine il Como e proprio Le Noci alza sopra la traversa un tiro che di solito sarebbe stato gol, ma oggi no. Alla fine la beffa, il portiere Diamante Crispino pasticcia col pallone tra i piedi, arriva Stefano Franchi che gliela ruba e fa 2-1.

A Cosenza arrivava la Paganese, con il Matera spettatore interessato. Potremmo riassumere che questa sia stata la partita Domenico Mungo. Ha fatto tutto il giovane capitano e in positivo. Palo colpito nel primo tempo, nella ripresa subito 1-0 nato da un suo lancio per Ettore Mendicino che si invola sulla fascia, mette in mezzo e a rimorchio di sinistro Mungo realizza sotto la traversa. Raddoppio che nasce dalla fascia destra, Mungo arriva sempre alle spalle dei centrocampisti del mister Gianluca Grassadonia che non danno copertura, e col destro al minuto 69 fa 2-0. Gara non priva di tensione sia in campo(espulso Mauri proprio per un tentativo di testata a Mungo) e tra le due panchine con gli allenatori che invece di placare gli animi si sono agitati troppo.

A Siracusa di scena una delle rivelazioni del campionato e la Casertana. L’emozione gioca ai siciliani un brutto scherzo e la pretazione della squadra di Andrea Sottil non ricalca l’andamento della stagione. Francesco Giorno apre con lo 0-1 dopo 9 minuti frutto di una incursione centrale e una serie di rimpalli favorevoli. Gaston Corado mette il sigillo 0-2 al minuto 81 con un pallonetto delizioso da posizione defilata.

Il Lecce attendeva di sapere chi in terra umbra si fosse proposto come sfidante tra Gubbio e Sambenedettese. La squadra di Stefano Sanderra all’inizio dimostrava subito grande efficacia. Lancio di Radi, fuga sulla fascia di Leonardo Mancuso al cross per Kolawole Agodirin che chiude in gol lo 0-1. Leonardo Mancuso veniva atterrato in area dal portiere Volpe e lo 0-2 era servito su rigore. I segni che ti manda il destino non vanno presi alla leggera. Al Gubbio arrivano due gol annullati per presunti fuorigioco e un gol letteralmente mangiato da Candellone a tre metri dalla riga di porta…tiro alto sopra la traversa. Mancuso al minuto 74 piazza il gol dello 0-3 chiudendo una incursione da sinistra palla al piede. Daniele Casiraghi e Michele Rinaldi per il Gubbio accorciano per il 2-3 finale. Orgoglio e applausi dagli spalti, ma rimane l’amarezza. Samb cinica e spietata. Lecce avvertito.

…e poi ci troveremo come le star alle final four in programma allo stadio Franchi di Firenze dall’8 al 18 giugno, tutte in gara secca. Così deciso dal presidente Gravina.

TANTE PALLONATE A TUTTI!

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Claudio Del Cima

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