Guantoni che diventano muri, portieri decisivi

https://www.serieci.it/wp-content/uploads/2017/06/guanto-vecchio.jpgGuantoni che diventano muri, portieri decisivi

Quando il gioco si fa duro…poter usare le mani fa tutta la differenza del mondo! Nelle gare di ritorno del secondo turno dei playoff, i portieri marcano fortemente la differenza. Nell’arco di un campionato l’incidenza del comportamento dell’estremo difensore si sente ma non si vede, non ruba l’occhio come un attaccante che fa 20 gol. Ma nelle gare “vita o morte”, il numero uno che può usare le mani per prendere il pallone spesso è decisivo, ed in positivo. La serata di ieri, Mercoledì 24 Maggio, ha sancito dei verdetti e messo in luce meravigliose prestazioni di alcuni degli estremi difensori: Tommaso Nobile(Lucchese), Sergio Viotti(Giana Erminio), Luca Mazzoni(Livorno), Pietro Perina(Cosenza), Fabio Pegorin(Sambenedettese). In 3 casi su 5 guantoni decisivi ai fini del passaggio del turno delle rispettive squadre.

ALBINOLEFFE – LUCCHESE 0 – 0 (TOT. 0-1): Gli orobici scendevano in campo per ribaltare lo 0 – 1 dell’andata, ma sulla strada infruttuosa dei loro numerosi tentativi di andare in rete si è palesato il portiere avversario Tommaso Nobile. 20 anni, pescato in terra Abruzzese in quel di Matelica in piena serie D, al minuto 56 si è opposto col piede ad una rovesciata di Giorgione che per la vicinanza alla rete e bellezza del gesto tecnico era maturo per il gol. Ma l’episodio, culmine dell’arrembaggio bergamasco, ha sentenziato che al terzo turno dei playoff andrà la Lucchese. Sorpresa inaspettata fino ad ora.

PORDENONE – GIANA ERMINIO 3 – 1 (TOT. 4-3): I friulani di mister Tedino reduci dal 1-2 subito all’andata avevano l’arduo compito, orfani di Berrettoni, di provare a rovesciare il tavolo. Nel mezzo del cammin si frappone il portiere lombardo Sergio Viotti, che va subito in antipatia a tre quarti dello stadio compiendo autentici miracoli. E pensare che nell’estate del 2015 era svincolato dopo l’esperienza al Chievo… Alla mezz’ora della prima frazione di gioco, finalmente Michele De Agostini sfoggia il proprio orgoglio di friulano sparando al volo di sinistro una bordata violenta dal vertice sinistro dell’area e fa 1-0. La Giana rialza la testa nel secondo tempo al minuto 61 proprio con la testa di Riccardo Chiarello che, su assist di Salvatore Bruno, fa 1-1. Come accaduto contro la Viterbese per ben due volte, i lombardi appena segnato un gol si deconcentrano e subiscono poco dopo. E’ infatti il minuto 64 quando su un corner Paolo Marchi si abbassa a mezza altezza a colpire di testa sul primo palo, anticipando il movimento contro il proprio marcatore e fa 2-1. La gara scorre e arriva nei minuti di recupero quando in contropiede Daniel Semenzato serve a Rachid Arma il più facile degli assist per il 3-1 finale. Dispiace per la Giana che ha giocato per lunghi tratti della stagione un ottimo e fruttuoso calcio, ma questa potrebbe essere oggi una delusione da cui domani può sbocciare una soddisfazione. Con la dovuta esperienza. Pordenone avanti.

JUVE STABIA – REGGIANA 0 – 0 (TOT. 1-2): A Castellamare le vespe hanno armato il proprio attacco di tutti i pungiglioni che avevano disponibili ma la resistenza della Reggiana viene premiata. Bomber Ripa per gli stabiesi aveva anche insaccato di testa un gol poi annulato per carica sul portiere,  mancato una ghiotta occasione a poco dalla fine. Forse per questo al termine della gara ha sfogato il nervosismo urlando contro l’arbitro. L’esperienza di mister Leonardo Menichini per i reggiani invece ha contribuito a portere serenità ad un gruppo che, se si sente favorito trema, ma nel prossimo turno partendo da sfavorito rispetto a molte altre compagini. Grazie alla qualità tecnica che ha in dote può fare male a chiunque. Reggiana promossa.

ALESSANDRIA – CASERTANA 3 – 1 (TOT. 4-2): Memori dei cali mostrati da un paio di mesi a questa parte nella seconda parte di gara, stavolta i piemontesi partono al contrario. Vanno in svantaggio in seguito ad un tiraccio sporco di Gaston Corado deviato in rete da Nicola Ciotola. Da quel momento l’Alessandria prende per il collo la Casertana e la mette calcisticamente all’angolo. L’aggressione frutta il pari 1-1 con Simone Gozzi in mischia su corner, il vantaggio 2-1 di Riccardo Cazzola che sempre su angolo prende l’ascensore e con un terzo tempo cestistico schiaccia di testa in rete, e una traversa di Pablo Gonzalez. In molte altre occasioni i grigi sprecano davanti alla porta ma sul finire Manuel Marras da destra col sinistro rientra e mette sulla testa di Riccardo Bocalon la palla del 3-1 che chiude la contesa. Il bomber ringrazia e sigla il gol numero 21 in stagione. Alessandria che avanza, ma in alcuni tratti non convince.

LIVORNO – VIRTUS FRANCAVILLA 0 – 0 (TOT. 0-0): Livorno che passa il turno contro una delle compagini meno attrezzate allo scopo. Lo fa non andando in rete in 180 minuti, ma anche senza subire da un avversario che in due partite colleziona due espulsioni. Partita di ritorno eccitante come leggere l’elenco telefonico. Luca Mazzoni a parte ovviamente. I guantoni del portiere labronico respingono gli assalti del solo avversario che ci prova in maniera concreta: John-Christophe Ayina. Fischi del pubblico locale abituato a ben altro di meglio. Il Livorno passa il turno questo si, ma quasi sotto traccia.

LECCE – SAMBENEDETTESE 0 – 0 (TOT. 1-1): Questa partita segna il passaggio del turno per i leccesi. Ma rivela nell’arco di 180 minuti due talenti della Samb. Fabio Pegorin portiere classe 1996 scuola Novara, autentico baluardo con tanto di gesti atletici pregevoli con cui salva i suoi più volte dalla capitolazione. Andrea Vallocchia attaccante esterno classe 1997, dotato di un sinistro delizioso con cui colpisce anche una traversa da 25 metri. Lecce al terzo turno playoff, in attesa di vedere in campo che il suo ottimo potenziale si manifesti.

MATERA – COSENZA 1 – 1 (TOT. 2-3): Ecco a voi l’ultimo dei casi meritevoli presentati nel titolo. Pietro Perina, 25 anni, scuola Bari, dal fischio d’inizio fino al minuto 25 compie ben 4 interventi miracolosi sulle conclusioni degli attaccanti molisani. Poi il Cosenza si desta dal torpore. Tommaso D’Orazio dalla trequarti sinistra offensiva col destro alla maniera di un buon centrocampista scodella la palla oltre la linea di difesa dove pesca Ettore Mendicino. L’attaccante addomestica la palla e la mette alle spalle del portiere del Matera e fa 0-1. L’allenatore Gaetano Auteri recriminerà a fine partita perchè i suoi difensori, in questo caso in superiorità 3 contro 1, non è la prima volta che si fanno sorprendere da una dinamica di questo tipo. Perina compie un altro miracolo salva risultato su Maikol Negro a porta spalancata, poi a partita finita il Matera trova il pari 1-1 con Giovanni Di Lorenzo di testa. Il Cosenza supera il turno e rappresenta quel tipo di sorpresa che nessuno si aspettava e che ora è temibile da tutti.

PARMA – PIACENZA 2 – 0 (TOT. 2-0): 23 anni fa in serie A si giocava la prima partita tra queste due squadre. Oggi in Lega Pro il potenziale del Parma ha avuto la meglio su un Piacenza che ha fatto più di quello per cui era stato programmato all’inizio della stagione. Nello scontro diretto Franzini e i suoi hanno pagato la scarsa vena realizzativa degli avanti e peccato d’inesperienza(vedi espulsione di Giacomo Sciacca). I ducali passano con gol di Nocciolini in scivolata su traversone mancino dalla fascia di Luigi Scaglia. Raddoppio firmato Yves Baraye, sprecone fino a quel momento, che raccoglie un’apertura spalle alla porta a memoria in campo aperto di Emanuele Calaiò. Il Parma passa alla final eight, da la sensazione di esaltarsi se incontra i grossi calibri e quando il peso del pallone è pari a quello dell’obiettivo da raggiungere.

Nel frattempo altri due matrimoni si esauriscono: Fabio Gallo lascia la panchina del Como, Scazzola si alza da quella del Siena. Non ci sono più le famiglie di un tempo!

Tante pallonate a tutti!

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