Ottovolante in azione, allacciare le cinture… Si vola!

https://www.serieci.it/wp-content/uploads/2017/06/ottovolante-germania.jpgOttovolante in azione, allacciare le cinture… Si vola!

L’ottovolante della Lega Pro ha imbarcato quelle che si sono dimostrate fino ad ora le migliori otto squadre. Su vagoni da due ciascuno targati “Playoff”, ieri hanno iniziato a correre e girare vorticosamente. Domenica la prossima sosta per farne scendere quattro. Quando la classifica in campo non conta possono succedere strane cose, come nei primi minuti allo stadio Tardini…

PARMA – LUCCHESE 2 – 1: I ventidue in campo schierati 4-3-3 gli scudocrociati, 3-5-2 i toscani. Pronti via, dopo due minuti Emanuele Calaiò testa subito i riflessi di Tommaso Nobile. Tanto per far capire che aria tira, la squadra di Roberto D’Aversa nei primi trenta minuti crea occasioni a tutta randa. Gli uomini di Giovanni Lopez non si fanno intimorire, tengono duro e la prima volta che mettono il naso oltre la metà campo trovano l’oro. Jacopo Fanucchi si dirige palla al piede verso il fondo sul fianco destro della difesa parmigiana, Valerio Di Cesare invece di accompagnarlo lo azzanna. Rigore, Fanucchi da il vantaggio ai suoi 0-1. Un minuto prima della pausa di metà tempo Gianni Munari recupera una palla sulla trequarti lucchese, manda un filtrante in profondità sulla destra che Calaiò trasforma in pareggio con un diagonale mancino. 1-1 e recupero psicologico. Nella ripresa le acque non si agitano più di tanto ma la fiammata è dietro l’angolo. Al minuto 75 Matteo Scozzarella alza la testa, scodella dalla lunetta di centrocampo una palla che pesca alle spalle della difesa rossonera l’arciere Calaiò. Movimento da condor, e di testa mette la palla all’angolo. Irragiungibile, vantaggio 2-1.

PORDENONE – COSENZA 1 – 0: Sono 1092 i chilometri che separano le due città, culture e tradizioni molto diversi. In ballo c’è il distintivo di “sfavorita e rognosa” per chi passerà il turno. I ramarri, sempre orfani di capitan Berrettoni, sono messi in campo 3-5-2. Guai invece a toccare il solito e solido 4-4-1-1 del mister Stefano De Angelis. Ve lo dico subito così sgombriamo il campo da ogni dubbio: migliore in campo il portiere calabrese Pietro Perina. Tanto ha parato da far brontolare il pubblico di casa e i giocatori avversari che non riuscivano nei loro tentativi. Nel primo tempo l’elenco delle occasioni sventate: due volte su Cattaneo, una su Misuraca, Semanzato e Arma su lancio verticale millimetrico di 40 metri di prima intenzione da parte di “piede fatato” Salvatore Burrai. Nel secondo tempo la sequenza dei miracoli si ripete ancora su Semenzato, Cattaneo, Suciu e quando non possono i suoi guanti, arriva il compagno Luca Tedeschi a salvare sulla linea a porta vuota. Al minuto 92 Pierre Alain Baclet atterra male e sbatte la testa, paura ma per fortuna tutto ok. Il Cosenza però ha finito le sostituzioni e prosegue in 10. Al minuto 97 dopo aver detto no anche a Riccardo Martignago, Perina si arrende ad un destro al volo da fuori area di Daniel Semenzato che finalmente indovina l’angolo giusto. 1-0 ma che resistenza i rossoblu!

LECCE – ALESSANDRIA 1 – 1: Di fronte due armate costruite per vincere, che hanno steccato il tentativo diretto ed ora sono costrette all’ultimo sangue. Ne esce viva solo una. In campo nulla di nuovo, salentini schierati con le tre punte e piemontesi in un comodo 4-4-2. Lecce che gioca in velocità, prova a far correre le sue gazzelle ma al minuto 30 arriva il primo scossone. Pablo Gonzalez ci prova da sinistra, poi sul rimpallo arriva Riccardo Bocalon. Il portiere Filippo Perucchini respinge ma nulla può sul sinistro rasoterra e angolato di Riccardo Marras nonostante due difensori accorsi sulla linea di porta. 0-1 e vento che sembra girare. Ma nella ripresa la musica suonata dalla banda di Roberto Rizzo alza subito il volume. Su un corner contro Gianmarco Vannucchi esce alto e respinge urtando Doumbia e rimane a terra, Francesco Cosenza ricaccia la palla dentro l’area che tra mille rimpalli arriva sul lato destro a Mario Pacilli che a porta sguarnita insacca. Proteste a non finire da parte dei grigi di Bepi Pillon. Da quel momento in poi le squadre si controllano e non si espongono. Il ritorno dirà chi ha fatto male a risparmiarsi.

LIVORNO – REGGIANA 1 – 2: Sull’ottovolante capita di stare anche a testa in giù. Il Livorno parte proprio così, rovesciato dalla Reggiana nei primi 30 minuti. Per primo è Valiani a entrare in scivolata su Cesarini e provocere il rigore del vantaggio 0-1 che lo stesso Cesarini trasforma. Poi da quella terra fertile che sono i piedi di Massimiliano Carlini, nasce un fior di assist dal limite dell’area opposto per la testa di Guidone che prende alle spalle Gasbarro sul secondo palo e raddoppia 0-2. Tra i labronici nella ripresa entra in campo Iacopo Galli che si dimostra carta vincente. Assist con un cross dalla trequarti destra per il colpo di testa in tuffo di Piergiuseppe Maritato che accorcia le ditanze 1-2. Poi al minuto 81 spara un siluro da calcio piazzato distante 35 metri dalla porta. La traversa di Simone Perilli ancora trema.

Fra 90 minuti la resa dei conti.

Tante pallonate a tutti!

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Claudio Del Cima

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