La teoria Cannon-Bard applicata ai Playoff LegaPro

https://www.serieci.it/wp-content/uploads/2017/06/cannon-bard.jpgLa teoria Cannon-Bard applicata ai Playoff LegaPro

Secondo la teoria di Cannon-Bard, l’emozione determina diverse modificazioni somatiche negli esseri umani: variazione delle pulsazioni cardiache, aumento o diminuzione della sudorazione, accelerazione del ritmo respiratorio, aumento o rilassamento della tensione muscolare. Questa è la prova scientifica che per assitere ai Playoff di Lega Pro bisogna essere ben preparati! Chiedere agli spettatori di Reggio Emilia per esempio…

REGGIANA – LIVORNO 2 – 2 (TOT. 4 – 3): All’andata gli emiliani hanno segnato un solco che poteva e doveva pesare. E invece no! Il Livorno studia la tattica giusta, la Reggiana no. Nell’arco di dieci minuti, tra il minuto 33 e il 43, due situazioni fotocopia si trasformano da teorico pericolo a sentenza. Cross dalla destra di Iacopo Galli, prima Michele Franco e poi Martino Borghese colpiscono a rete di testa indisturbati e portano al riposo i toscani avanti 0-2. La linea difensiva di Leonardo Menichini è di partire sempre in ritardo rispetto al calcio da fermo, trovandosi in ritardo e guardando rivolti alla porta gli avanti livornesi colpire senza nemmeno opporre ostruzione fisica. Al ritorno in campo la testa degli uomini di Claudio Foscarini è leggera, dalla parte opposta è molto pesante. Per cui entra in gioco la freddezza e l’esperienza: no panic per la Reggiana, ci sono Alessandro Cesarini e Massimiliano Carlini. Al minuto 60 l’ex Frosinone riceve palla sull’out destro dell’area di rigore, la fa filtrare tra due avversari per l’accorrente Dario Maltese come fa il sarto col filo nella cruna dell’ago. Difesa presa in contropiede e fallo da rigore. Cesarini realizza dimezzando lo svantaggio. Al minuto 68 si materializza una sliding door per il Livorno: Valiani in percussione centrale supera di fino la linea difensiva e arriva occhi negli occhi con Davide Narduzzo, lo aggira e calcia…..sulla linea arriva a chiuedere la diagonale Alessandro Spanò che respinge. Pericolo scampato per la Reggiana che prima del triplice fischio colpisce la traversa con un colpo di testa di Alessandro Sbaffo. Il pareggio complessivo delle reti nei 180 minuti, porta ai tempi supplementari. Marco Guidone, subentrato al posto di Ettore Marchi, dopo cinque minuti raccoglie due inviti al triangolo palla a terra da Carlini per aggirare le marcature. Il movimento lo porta in area a raccogliere il cortese servizio e col destro in diagonale gonfia la rete. 2-2, bella azione costruita pregevolmente dalla trequarti. Mai sottovalutare però l’orgoglio dei calciatori di alto livello. Francesco Valiani lo è, e al minuto 102 con una palla deliziosa calciata di prima in profondità, mette capitan Andrea Luci nelle condizioni di battere a rete. Il tiro si stampa sul palo. In extremis, al minuto 122 dal piede destro dell’ex Bari esce un arco che dalla trequarti cade sul sinistro di Dario Venitucci. Forse la fretta lo fa tirare al volo, ma Narduzzo distende le braccia e devia alto sopra la traversa. Finisce così, Reggiana alle final four di Firenze. Applausi al Livorno battuto.

COSENZA – PORDENONE 0 – 0 (TOT. 0 – 1): Il match da cui doveva uscire la sorpresa delle final four. I miracoli di Perina all’andata avevano tenuto la speranza accesa in casa Cosenza. L’impegno non è mancato, la squadra di Stefano De Angelis non ha nulla da recriminarsi. Gli applausi finali degli 11000 spettatori lo certificano. Nell’arco della partita di ritorno le uniche occasioni pericolose rossoblù sono stati due colpi di testa di Ettore Mendicino e Edoardo Blondett. Il portiere calabrese Pietro Perina si è confermato di gran livello perchè se all’andata era stato protagonista su molti solleciti avversari, ieri è stato chiamato in causa poco, ma su quel poco è risultato decisivo. Reti inviolate e Pordenone che va alle final four di Firenze. Stagione da incorniciare comunque per il Cosenza battuto.

ALESSANDRIA – LECCE 5 – 4 d.c.r. (TOT. 6 – 5): Il pareggio dell’andata aveva lasciato aperto qualsiasi finale. Il Lecce si è presentato allo stadio Moccagatta intenzionato a fare la partita. Molte le occasioni create ma sprecate dai salentini. Questo è il rammarico del gruppo di Roberto Rizzo, non aver saputo concretizzare. Nemmeno i tempi supplementari hanno sancito un vincitore, per cui ci si è rivolti alla lotteria dei rigori. Primo tiro, errore di Costa Ferreira. Ultimo della serie che poteva dare la vittoria all’Alessandria sbagliato da Alessio Sestu. Si va ad oltranza e Simone Ciancio sbaglia subito colpendo il palo e fuori, Gianluca Nicco fa altrettanto ma la palla dopo aver sbattuto sul palo va dentro. Gioia dei grigi! Alessandria alle final four di Firenze. Lecce eliminato ma con onore.

LUCCHESE – PARMA 1 – 2 (TOT. 2 – 4): Cenerentola Lucchese invitata al gran ballo stavolta deve arrendersi al più blasonato Parma. La favola finisce qui ma con grande onore. Yves Baraje al minuto 12 si mette in proprio e palla al piede rientra da sinistra, col piede destro spara nell’angolo basso alla sinistra di Tommaso Nobile che non può arrivarci in tuffo. 0-1, ma la botta non deprime la squadra di Giovanni Lopez. Così al minuto il giovane Gianluca D’Auria si esibisce in una straordinaria punizione che pareggia il conto 1-1. Rincorsa danzando sulle punte come CR7, e palla colpita con la parte del piede che corrisponde tra il collo e il dorso delle dita. L’effetto che ne scaturisce alla porta la traiettoria del pallone a saltare la barriera e ad abbassarsi improvvisamente a pochi metri dal portiere parmense Pierluigi Frattali, che non riesce a toccarla. Andrea Pirlo prese spunto da Juninho Pernambucano per emulare “la maledetta”. Nell’intervallo il destino decide di mettersi all’opera. Esce capitan Lucarelli e mister D’Aversa decide per il cambio di modulo facendo entrare il giovane Simone Edera. Ala d’attacco scuola Torino, piede sinistro di buon livello che da subito i frutti sperati. Palla alta vacante in aria che il giovane mette a terra orientandola verso Calaiò, l’esperto bomber gliela restituisce in profondità e con l’esterno sinistro in velocità colpisce insaccando il vantaggio 1-2. Il Parma va alle final four di Firenze. La Lucchese esce con molto orgoglio.

Nella cornice della città patrimonio dell’Unesco, presso lo stadio “Artemio Franchi” martedì 13 e mercoledì 14 si disputeranno le semifinali PORDENONE – PARMA e REGGIANA – ALESSANDRIA. La finale il 17 Giugno prossimo descreterà la l’ultima promossa in Serie B.

Tante pallonate a tutti!

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Claudio Del Cima

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